I linfonodi ingrossati, condizione definita in termini medici come linfoadenopatia, rappresentano uno dei segni più comuni della LLC. Si manifestano tipicamente come masse tondeggianti, riscontrabili soprattutto sotto la pelle del collo, delle ascelle, delle spalle o dell’inguine.1a Nella LLC, questi linfonodi presentano di solito una consistenza elastica e, a differenza di quanto accade in molte infezioni, non sono dolorosi al tatto. 2a
L’ingrossamento dei linfonodi non solo contribuisce alla diagnosi della LLC, ma fornisce anche informazioni utili per valutare l’andamento della malattia nel tempo.
I linfonodi sono piccoli organi (circa 1 centimetro di lunghezza) presenti in gran numero nel corpo umano (si calcola siano tra i 500 e i 700). Hanno un ruolo importante nelle difese dell’organismo dai microrganismi patogeni:3a ospitano, infatti, grandi quantità di globuli bianchi, le cellule del sangue appartenenti al sistema immunitario. Nella struttura dei linfonodi, i linfociti B si trovano prevalentemente nella corteccia, lo strato più esterno, dove formano i cosiddetti follicoli linfatici. Nella zona paracorticale, situata tra la corteccia e la zona più interna del linfonodo, si concentrano invece i linfociti T insieme alle cellule dendritiche. All’interno dei linfonodi tutte queste cellule trovano l’ambiente migliore per comunicare tra di loro e organizzare un’adeguata risposta immunitaria contro virus e batteri.3b
Nella LLC, l’ingrossamento dei linfonodi è dovuto all’accumulo di un numero elevato di linfociti B leucemici al loro interno. La malattia ha origine nel midollo osseo, dove i linfociti B subiscono una trasformazione neoplastica: queste cellule acquisiscono la capacità di proliferare rapidamente e senza controllo. 4b L’eccessiva moltiplicazione dei linfociti B leucemici porta inizialmente all’invasione del midollo osseo; successivamente, queste cellule anomale e disfunzionali si diffondono nel sangue periferico e possono accumularsi nei linfonodi, determinandone l’aumento di volume. 4a
È importante ricordare che l’ingrossamento dei linfonodi non è di per sé indicativo di LLC; nella maggior parte dei casi, infatti, questa condizione è conseguenza di processi benigni, come infezioni virali o batteriche. Tuttavia, quando si rileva la presenza di linfonodi ingrossati, può essere opportuno approfondire con ulteriori accertamenti.
Il primo passo diagnostico prevede generalmente l’esecuzione di esami del sangue, con particolare attenzione alla conta dei linfociti. Una linfocitosi superiore a 5000 linfociti per millimetro cubo può destare il sospetto di LLC. Per accertare se l’aumento riguarda specificamente i linfociti B leucemici, viene effettuata un’analisi tramite citofluorimetria, che permette di identificare le caratteristiche delle cellule tramite lo studio delle proteine espresse sulla loro superficie.
Nel caso in cui gli esami ematochimici non forniscano un risultato diagnostico chiaro, il medico può ritenere necessario eseguire una biopsia linfonodale. Questo esame consiste nel prelievo e nell’analisi microscopica di un piccolo frammento del linfonodo, con l’obiettivo di individuare la possibile presenza di linfociti B leucemici e quindi di confermare o escludere la diagnosi di LLC. 5a,1b
La valutazione dei linfonodi ingrossati rappresenta un elemento fondamentale nella stadiazione della leucemia linfatica cronica (LLC). Attualmente, i sistemi di stadiazione più comunemente usati nella pratica clinica sono il sistema Rai e il sistema Binet, ed entrambi includono la valutazione delle stazioni linfonodali. 1c
Il sistema Rai identifica cinque stadi di rischio crescente (da 0 a 4). All’interno di questo sistema, la presenza di linfonodi ingrossati consente di discriminare tra stadi iniziali (stadio 0) e intermedi (stadio 1). Tuttavia, negli stadi più avanzati (Rai 2-4) la classificazione si basa anche su altri parametri clinici e laboratoristici e non richiede necessariamente la presenza di linfoadenopatie. 1c
Il sistema Binet suddivide invece i pazienti in tre gruppi: A, B e C. In questo sistema di classificazione la presenza e il numero delle sedi linfonodali ingrossate (meno di tre oppure tre o più) sono determinanti: i pazienti con meno di tre sedi linfonodali coinvolte sono classificati come stadio A, mentre la presenza di tre o più sedi linfonodali coinvolte determina lo stadio B. Allo stadio C sono attribuiti i pazienti con segni di insufficienza midollare, indipendentemente dal numero di linfonodi coinvolti. 1c
La biopsia linfonodale rappresenta una fonte di informazioni cliniche importanti durante il decorso della LLC e trova applicazione in diverse situazioni cliniche5b; assume un ruolo cruciale soprattutto nel sospetto di trasformazione di Richter, un’evoluzione della LLC verso un linfoma aggressivo. Questo evento è fortunatamente abbastanza raro: la trasformazione di Richter interessa circa il 2-15% dei pazienti affetti da LLC, con una maggiore incidenza nei soggetti che hanno ricevuto più linee di chemio-immunoterapia. 6a
Bibliografia