Prima di parlare delle malattie del sangue e della LLC, bisogna capire bene cosa è il sangue e come viene prodotto.
Il sangue è un tessuto composto da un liquido, detto plasma, nel quale sono presenti milioni di diversi tipi di cellule altamente specializzate: i globuli rossi (che trasportano l’ossigeno ai tessuti e rimuovono da essi l’anidride carbonica), i globuli bianchi (che fanno parte del sistema immunitario e ci difendono dalle infezioni) e le piastrine (che bloccano la fuoriuscita del sangue dai vasi sanguigni danneggiati). Queste cellule sono fondamentali per la nostra salute e devono essere prodotte incessantemente dall’organismo in modo che il loro numero resti corretto. (1a,b,c,d,e)
La produzione del sangue è un processo che prende il nome, dal greco, di “ematopoiesi”.(3a) Per questo motivo le cellule staminali presenti nel midollo osseo sono dette ematopoietiche: il loro compito, infatti, è generare tutti i tipi di cellule presenti nel sangue.(1e) Come esplicitato in un altro articolo sulle cellule staminali in generale, le cellule staminali ematopoietiche (CSE) sono quindi cellule staminali multipotenti, poiché capaci di dare origine a più cellule specializzate, ma tutte appartenenti alla stessa famiglia
L’ematopoiesi è un processo molto complesso, che avviene in più passaggi e nel quale le staminali si dividono più volte. Ogni divisione dà origine a cellule progressivamente più mature, fino ad ottenere globuli rossi, globuli bianchi e piastrine “adulti” e pronti a svolgere le loro importanti funzioni.(1a,2d)
L’ematopoiesi può essere rappresentata schematicamente come un albero capovolto, dove al posto delle radici ci sono le cellule staminali. In questo albero è possibile individuare due rami principali: quello mieloide, che dà origine ad alcuni tipi di globuli bianchi come neutrofili, eosinofili, basofili e monociti, alle piastrine e ai globuli rossi, e quello linfoide, che dà origine ad altri tipi di globuli bianchi, ossia i linfociti B e T.(2d)
La leucemia linfatica cronica (LLC) è una malattia che si origina nel ramo linfoide dell’emopoiesi. In particolare, essa si verifica quando l’ematopoiesi si altera, ovvero quando un progenitore immaturo di un linfocita B, generato dalle cellule staminali del midollo osseo, subisce una trasformazione maligna.
Questo processo di trasformazione maligna fa sì che la cellula perda la capacità di completare la propria maturazione e inizi a moltiplicarsi senza controllo. Di conseguenza, si genera un gran numero di linfociti B anomali e identici tra loro, capaci di sopravvivere e continuare a proliferare in modo incontrollato, anche in risposta a stimoli che normalmente porterebbero una cellula sana ad attivare il meccanismo di “suicidio cellulare” (apoptosi) (5a,6a).
Nella LLC quindi le cellule alterate sono principalmente i linfociti B, una sottopopolazione di globuli bianchi responsabile dell’immunità umorale. Questi linfociti derivano da progenitori immaturi nel midollo osseo che, a causa di mutazioni o alterazioni genetiche, subiscono una trasformazione maligna. Le cellule della LLC sono caratterizzate da una maturazione incompleta, un’eccessiva capacità di sopravvivenza e una proliferazione disorganizzata.
I linfociti B anomali che si accumulano nel sangue, nel midollo osseo e negli organi linfatici (come linfonodi e milza) sono incapaci di svolgere correttamente la loro funzione difensiva, contribuendo all’immunodeficienza e agli altri sintomi tipici della malattia (5a,6a).
Per invertire la cattiva strada su cui alcune cellule coinvolte nell’ematopoiesi vengono indirizzate, permettendo lo sviluppo di malattie del sistema emolinfopoietico come la LLC, a volte si usa il trapianto di cellule staminali emopoietiche, che mira a sostituire le cellule “corrotte” con cellule nuove e buone. Come illustrato in un altro articolo dedicato, il trapianto di cellule staminali emopoietiche è una delle possibili terapie per la LLC, sebbene sia riservato in casi molto di nicchia: è infatti destinato a un ristretto numero di pazienti che non rispondono adeguatamente alle terapie farmacologiche disponibili o che presentano forme molto aggressive della malattia.(7a)
Le cellule staminali da trapiantare vengono prelevate dal sangue o dal midollo osseo di un donatore (in genere un parente stretto): per questo motivo si parla di trapianto allogenico, dove cioè la fonte delle cellule staminali è un’altra persona rispetto al paziente.(8a)
Bibliografia